25 agosto 2005

Paradigmi di programmazione e linguaggi

Questa notte, senza dire nulla a nessuno (sarete infatti tutti in ferie) abbiamo improvvisato una psicobirra a Sassi, nello stesso locale dell'altra volta. Presenti Gianluca, Giuseppe e il sottoscritto.

Oltre ad aver parlato di Perl Golf, Tcl, Python, difetti di Java, SQL e teoria relazionale, abbiamo provato a ricordare i vari paradirmi di programmazione: imperativa, funzionale, dichiarativa, ad oggetti. Mi rimane il dubbio che data la nostra formazione non ci sia possibile percepirne altri.

Gli oggetti esistono anche nella testa di chi non riesce a tradurli nel linguaggio di programmazione conosciuto o solo nelle persone in grado di vederli?

La leggibilità del sorgente: l'autore durante la scrittura probabilmente lo trova comprensibile, ma agli occhi di un altro, quel codice, è davvero leggibile? Se l'algoritmo è pensiero, quanto modelli di ragionamento diversi ci permettono di capire il codice degli altri?

Quanto l'approccio teorico all'analisi dei fenomeni fisici è offuscato dall'analisi numerica?
I fenomeni fisici devono essere misurabili, ma ad esempio la simulazione dell'evento non potrebbe trarre vantaggi maggiori da livelli di astrazione che lascino i numeri dietro a strutture algebriche, variabili e costanti?

    Libri:
  • Storage Networks

  • Advanced Perl Programming

  • Database in Depth: Reletional theory for practitioners

  • RFID




    Sulla strada di casa con Gianluca, ricordiamo Sinclair:
  • Gianluca ha ancora il suo QL, io lo ZxSpectrum 48k

  • Mie prime esperienze di programmazione su Spectrum in Forth e sue prime in assembler per C64



Starting Forth: un bel libro per imparare il Forth, l'unico manuale illustrato a fumetti che abbia incontrato che insegnava un linguaggio, e per giunta non banale.

Nel '88/89 io acquistai l'Atzec C originale per Amiga, Gianluca un assemblatore per l'Amiga.


Consumate: 2 birre Paulaner prima di cena aspettando la pizza alla Medusa, una bottiglia di birra a cena. Una pinta di birra bionda non gassata, una becks e 2 Carlsberg medie in birreria.

1 Comments:

Blogger Marco said...

Trovo scandaloso, come in mia assenza le discussioni tendano inevitameblente al franare sul versante filosofico-tecnico-culturale.

Vergogna. >:)

11:01 AM  

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